Tutto liscio per i tre che tanto hanno deluso a Montreal. Fuori a sorpresa Tsonga battuto da Bogomolov, nella notte Djokovic-Harrison.
Insidia francese. Nadal non aveva di certo ricordi emozionanti dell'ultimo precedente con l'esperto francese Julien Benneteau; era proprio un anno fa, sempre sul cemento di Cincinnati, e il maiorchino se l'era vista davvero brutta. Si ripete a metà la gara dell'anno scorso, con Nadal che vince in due set decisi soltanto da un break. Ottimo il rendimento al servizio di Rafa (9 aces), con una buona percentuale di prime palle e un notevole quantitativo di punti vinti con la prima: probabilmente la gara si è decisa lì, dove Julien ha decisamente deficitato.
La riedizione della finale degli Us Open 2009. C'era tanta attesa dietro al match che vedeva sfidarsi il campione in carica Roger Federer e l'argentino Juan Martin Del Potro. Se lo svizzero era chiamato a sfoderare una prova da maestro il pubblico non è di certo rimasto deluso: vittoria in due comodi set, senza black out o momenti no. Del Potro ancora un po' appannato, dopo il periodo primaverile nel quale pareva davvero in procinto di tornare il giocatore dominatore incontrastato del finale del 2009.
I due volti di Andy, uno è tornato, l'altro è finito in un buco nero. Tutto decisamente facile per lo scozzese Andy Murray, che non bissa la sconfitta sconcertante di Montreal come fece a Marzo tra Indian Wells e Miami. L'argentino Nalbandian era sicuramente più ostico del duo Young-Bogomolov ma Andy tiene in mano le redini del match fino al 6-4 6-1 finale. Problematico il rendimento al servizio di David; 16 palle break condite da 5 doppi falli sono numeri decisamente poco apprezzabili.
E' invece nerissimo il momento di Andy Roddick, grande nobile decaduto che non riesce può a cavare un ragno dal buco. Il periodo di totale sfiducia non pare avere una fine, quantomeno nel breve periodo, e, nonostante alcuni bei tornei come Memphis 2011, la sconfitta in finale a Wimbledon due anni or sono potrebbe aver sancito la morte sportiva di uno dei pochi giocatori che ha saputo contrastare Federer nei suoi anni di grazia. Contro Kohlschreiber finisce in maniera tristissima, con un penalty point che consegna il break, il set ed il match al tedesco, autore di una partita senza grandi picchi, fondata sulla regolarità, sufficiente ad annichilire le certezze dell'americano, avanti anche 7-6 4-2 nel punteggio. E al secondo turno Philipp ha eliminato un altro killer da campi veloci, lo spagnolo Feliciano Lopez.
Italiani ko, Fognini delude contro Blake. Dopo Cipolla, fuori dalle qualificazioni nonostante la prestigiosa vittoria contro Ryan Sweeting, e Seppi esce anche l'ultimo italiano rimasto in tabellone, il ligure Fabio Fognini. E pensare che dopo aver estromesso il virtuoso Troicki lo statunitense Blake non pareva uno scoglio insormontabile: ma la concretezza e l'esperienza di James sono bastate ad abbattere un Fognini troppo falloso e mai realmente in partita.
Tsonga, ecco la prima sorpresa. Esce contro pronostico l'energumeno francese Jo Wilfried Tsonga, che contro Alex Bogomolov Jr disputa una gara decisamente opaca e manca l'approdo agli ottavi di finale.
Tra gli altri avanzano Verdasco, che regola con un duplice 6-4 Llodra, Gasquet, Fish, che distrugge Davydenko, Stepanek, Monfils, Almagro e Ferrer, che doma la stellina Dimitrov non senza complicazioni.
Regna sempre di più il caos invece in campo femminile, con l'ennesima caduta di Caroline Wozniacki. La danese perde 6-4 7-5 dalla McHale. Out anche Serena Williams, che da forfait contro Stosur; a casa anche Ivanovic, sprecona contro Petrova. Capitolo italiane: avanti solo Francesca Schiavone in tre set su Maria Kirilenko. Probabilmente se si fosse indetta una gara di bellezza sarebbe finita diversamente.
Si giocano anche tre challenger: a Cordenons Bolelli vola ai quarti, in gara anche Brown e Klizan, in forma eccezionale. A Karshi la finale pare scritta, tra Kavcic e Istomin mentre a San Sebastian vincerà al 99% uno spagnolo, Riba e Ramos Vinolas su tutti.
Gli articoli di Sport di Michael Braga
mercoledì 17 agosto 2011
Federer, Murray, Nadal: a Cincinnati è un'altra storia
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sabato 16 luglio 2011
Soderling denigra Berdych, tutto facile per Ferrer con Almagro
Due semifinali a senso unico promuovono a Bastad le prime due teste di serie del seeding del torneo svedese, ovvero l'idolo di casa Robin Soderling e lo spagnolo David Ferrer.
Basta un' ora e poco più al numero 5 del mondo Robin Soderling per regolare il numero 8, Tomas Berdych. Una partita che non ha mai avuto storia, col ceco troppo falloso e lo svedese in stato di grazia. Poco lottata anche l'altra semifinale, con Ferrer che concede solo 4 game a un claudicante Nicolas Almagro, che quindi non potrà difendere il titolo del 2010.
Capitolo donne: a Bad Gastein Patricia Mayr fa un piacere all'organizzazione e liquida velocemente la pratica Pervak con un duplice 6-0. In finale affronterà la spagnola Martinez Sanchez. Nulla da fare per la Cetkovska a Palermo; la tennista ceca cede infatti a Medina Garrigues. L'altra semifinale, Pennetta-Hercog, è tutt'ora in corso, con la tennista italiana sotto 6-2.
A Stoccarda si rivede Ferrero, che regola con grande fatica la sorpresa argentina Federico Del Bonis. Due break sul 5-4 del secondo e terzo set sono fatali per il sudamericano, che aveva vinto la prima partita 6-3. Nell'altro incontro una altra battaglia decreta vincitore un altro spagnolo: è Pablo Andujar, alla seconda finale stagionale dopo Casablanca, che alla fine ha la meglio sull'ostico polacco Lukasz Kubot.
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lunedì 11 luglio 2011
E' Isner il re di Newport
Dopo la finale persa nel 2010 da Mardy Fish, il belga Olivier Rochus cede nuovamente sul più bello e ancora contro un americano, la testa di serie numero 1 John Isner.
In un match ricco di spunti alla fine è John Isner a spuntarla e a conquistare il suo primo titolo sull'erba. Degno finale di una settimana perfetta, nella quale ha vinto 5 match perdendo zero set. Come ci si poteva aspettare alla vigilia è il servizio di Isner a far da padrone: saranno 22 gli aces messi a segno dallo statunitense contro l'unico del belga.
Nel match con la differenza d'altezza più larga (38 cm) Rochus soffre tantissimo nei propri games di servizio, concedendo ben 10 palle break; il gigante padrone di casa non è però lesto ad approfittare di tutte queste occasioni e ne trasforma soltanto una, nell'ottavo gioco del primo set, decisiva per l'acquisizione del primo parziale. Quando serve l'americano invece i giochi scivolano via veloci con il belga che riesce in undici turni di risposta a vincere soltanto 12 punti. Il secondo parziale si trascina sino al tie break ma, complice un Rochus un po' sprecone e un Isner ineccepibile al servizio, il copione è identico a quello del primo: 8-6 per Isner che bissa il successo di Auckland dell'anno scorso e sfata il tabù che non permetteva alla testa di serie numero 1 di vincere a Newport.
Oggi si torna sulla terra europea, a Bastaad e a Stoccarda. Per il cemento americano si dovrà attendere la prossima settimana, col torneo di Atlanta dove John Isner ha da difendere la finale.
In un match ricco di spunti alla fine è John Isner a spuntarla e a conquistare il suo primo titolo sull'erba. Degno finale di una settimana perfetta, nella quale ha vinto 5 match perdendo zero set. Come ci si poteva aspettare alla vigilia è il servizio di Isner a far da padrone: saranno 22 gli aces messi a segno dallo statunitense contro l'unico del belga.
Nel match con la differenza d'altezza più larga (38 cm) Rochus soffre tantissimo nei propri games di servizio, concedendo ben 10 palle break; il gigante padrone di casa non è però lesto ad approfittare di tutte queste occasioni e ne trasforma soltanto una, nell'ottavo gioco del primo set, decisiva per l'acquisizione del primo parziale. Quando serve l'americano invece i giochi scivolano via veloci con il belga che riesce in undici turni di risposta a vincere soltanto 12 punti. Il secondo parziale si trascina sino al tie break ma, complice un Rochus un po' sprecone e un Isner ineccepibile al servizio, il copione è identico a quello del primo: 8-6 per Isner che bissa il successo di Auckland dell'anno scorso e sfata il tabù che non permetteva alla testa di serie numero 1 di vincere a Newport.
Oggi si torna sulla terra europea, a Bastaad e a Stoccarda. Per il cemento americano si dovrà attendere la prossima settimana, col torneo di Atlanta dove John Isner ha da difendere la finale.
lunedì 4 luglio 2011
Zoom su...John Isner
Inizia oggi una nuova rubrica che analizzerà le caratteristiche dei vari tennisti che popolano il circuito Atp. Si parte con l'americano John Isner.
Età: 26
Nazionalità: Stati Uniti
Ranking: 46Altezza: 206 cm
Peso: 111 kg
Colpo migliore: Servizio
Titoli vinti: 1 (Auckland 2010, vs Clement 6-3 5-7 7-6)
Miglior risultato in uno Slam: Ottavi agli Australian Open e agli Us Open.
Uno dei tennisti americani più famosi e più importanti del circuito è sicuramente John Isner. Il gigante di Greensboro vanta buona parte della sua fama per il successo nel match più lungo della storia del tennis: nell'estate del 2010 ha infatti sconfitto il francese Nicolas Mahut 70-68 al quinto set dopo una maratona estenuante durata tre giorni. John è poi crollato velocemente contro Thiemo De Bakker e ha dovuto aspettare un mese per tornare a giocare e a vincere, contro il lussemburghese Gilles Muller al torneo di Atlanta (4-6 7-6 7-6) perso poi in finale contro Mardy Fish, il cannibale di quel periodo.
Un servizio che non va mai sotto i 200 km/h. Il punto di forza dello spilungone americano è sicuramente il servizio, che crea notevoli difficoltà anche ai migliori ribattitori. E con una battuta del genere ha saputo adattarsi a tutte le superfici, vincendo molti set al tie break. Buono anche il diritto, accompagna il rovescio e ha una discreta mano nelle voleè. A causa della sua altezza anche lo smash è nel suo bagaglio tecnico.
John Isner-Nicolas Mahut: la sfida infinita. 70-68 al quinto. Numeri da pallacanestro e invece no, sono i game disputati nell'ultimo set del match più lungo della storia. Era il primo turno di Wimbledon e dopo due tie break i due contendenti si ritrovarono il giorno successivo per giocare il quinto set; set che andò per le lunghe e costrinse gli organizzatori a sospendere l'incontro sul 59 pari. Solo durante il pomeriggio del terzo giorno John riuscì a regolare Mahut e a qualificarsi per il secondo turno. E, scherzi della sorte, i due si sono riaffrontati nuovamente quest'anno a Wimbledon, con una vittoria in tre set (di cui due tie break) sempre per l'americano.
domenica 3 luglio 2011
Djokovic inarrestabile, è suo anche Wimbledon
Dopo due successi all'Australian Open il serbo Novak Djokovic conquista il suo terzo titolo dello slam, battendo Rafael Nadal per la quinta volta in stagione e segnando l'inizio di una nuova era.
Il numero uno. Lo dirà da domani la classifica mondiale, l'ha detto da tempo il campo; semplicemente fantastico il 2011 del campione serbo, caduto soltanto una volta in questa stagione. Per Nadal pensare di mantenere la prima piazza rivincendo quindi tutto anche quest'anno era impossibile e la presenza di un giocatore come Nole ha tranciato sul nascere i sogni di gloria del maiorchino, battuto 5 volte e su tre superfici diverse. E paradossalmente quello che ha ancora da guadagnare nel resto della stagione è Djokovic, che come Rafa difende semifinali e quarti a Montreal e Cincinnati ma è solo runner up a Flushing Meadows, a differenza dello spagnolo vincitore nel 2010. Si prospetta quindi l'inizio di una nuova monarchia, dopo quella (breve) di Roddick, quella lunghissima di Federer, e quella appunto di Nadal.
La finale inizia nel segno della tensione: i due sentono la pressione e la sfida segue fedelmente i turni di servizio fino al 5-4 Djokovic: Nadal serve ed è avanti 30-0 ma il game finisce con un break che decide anche il set. Djokovic vola sulle ali dell'entusiasmo e brekka due volte il suo contendente nel secondo set che termina con un rapido 6-1. Ma l'ex numero 1 non ci sta e continua a dar battaglia, restituendo a Nole il 6-1 precedente. Nonostante la fiducia ritrovata per il maiorchino si fa dura nel quarto set, condotto sempre da Djokovic, che subisce un break soltanto per una deviazione fortunosissima del nastro. Il break decisivo per il serbo arriva comunque nell'ottavo gioco e Novak chiude la questione al primo match point.
"Sto vivendo un sogno, è il più bel giorno della mia vita. Ho sempre sognato di vincere qui". Sono queste le prime dichiarazioni del campione 2011. Nadal, scottatissimo, si complimenta con l'avversario: "Mi congratulo con Novak e con il suo team per il lavoro svolto quest'anno. Capisco benissimo come si possa sentire adesso, è sempre un sogno giocare e vincere qui."
Il calendario atp non si ferma e i giocatori che non parteciperanno alla Coppa Davis saranno di scena nel caratteristico torneo di Newport, che si gioca sull'erba. Nessun italiano tra i contendenti, l'unico presente è uscito alle qualificazioni (Agazzi vs Britton); tra i big John Isner, Michael Berrer, Ryan Sweeting, Nicolas Mahut, Tommy Haas e Grigor Dimitrov. Detiene il titolo Mardy Fish, che l'anno scorso battè in tre set Olivier Rochus.
Il numero uno. Lo dirà da domani la classifica mondiale, l'ha detto da tempo il campo; semplicemente fantastico il 2011 del campione serbo, caduto soltanto una volta in questa stagione. Per Nadal pensare di mantenere la prima piazza rivincendo quindi tutto anche quest'anno era impossibile e la presenza di un giocatore come Nole ha tranciato sul nascere i sogni di gloria del maiorchino, battuto 5 volte e su tre superfici diverse. E paradossalmente quello che ha ancora da guadagnare nel resto della stagione è Djokovic, che come Rafa difende semifinali e quarti a Montreal e Cincinnati ma è solo runner up a Flushing Meadows, a differenza dello spagnolo vincitore nel 2010. Si prospetta quindi l'inizio di una nuova monarchia, dopo quella (breve) di Roddick, quella lunghissima di Federer, e quella appunto di Nadal.
La finale inizia nel segno della tensione: i due sentono la pressione e la sfida segue fedelmente i turni di servizio fino al 5-4 Djokovic: Nadal serve ed è avanti 30-0 ma il game finisce con un break che decide anche il set. Djokovic vola sulle ali dell'entusiasmo e brekka due volte il suo contendente nel secondo set che termina con un rapido 6-1. Ma l'ex numero 1 non ci sta e continua a dar battaglia, restituendo a Nole il 6-1 precedente. Nonostante la fiducia ritrovata per il maiorchino si fa dura nel quarto set, condotto sempre da Djokovic, che subisce un break soltanto per una deviazione fortunosissima del nastro. Il break decisivo per il serbo arriva comunque nell'ottavo gioco e Novak chiude la questione al primo match point.
"Sto vivendo un sogno, è il più bel giorno della mia vita. Ho sempre sognato di vincere qui". Sono queste le prime dichiarazioni del campione 2011. Nadal, scottatissimo, si complimenta con l'avversario: "Mi congratulo con Novak e con il suo team per il lavoro svolto quest'anno. Capisco benissimo come si possa sentire adesso, è sempre un sogno giocare e vincere qui."
Il calendario atp non si ferma e i giocatori che non parteciperanno alla Coppa Davis saranno di scena nel caratteristico torneo di Newport, che si gioca sull'erba. Nessun italiano tra i contendenti, l'unico presente è uscito alle qualificazioni (Agazzi vs Britton); tra i big John Isner, Michael Berrer, Ryan Sweeting, Nicolas Mahut, Tommy Haas e Grigor Dimitrov. Detiene il titolo Mardy Fish, che l'anno scorso battè in tre set Olivier Rochus.
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